{"id":700,"date":"2022-03-10T13:58:36","date_gmt":"2022-03-10T13:58:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.agricolturacircolare.org\/?p=700"},"modified":"2022-03-10T13:58:37","modified_gmt":"2022-03-10T13:58:37","slug":"nuova-pac-trasmesso-il-piano-strategico-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.agricolturacircolare.org\/index.php\/2022\/03\/10\/nuova-pac-trasmesso-il-piano-strategico-nazionale\/","title":{"rendered":"Nuova PAC: trasmesso il Piano Strategico Nazionale"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"960\" height=\"517\" src=\"https:\/\/www.agricolturacircolare.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/6_pac.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-705\" srcset=\"http:\/\/www.agricolturacircolare.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/6_pac.jpeg 960w, http:\/\/www.agricolturacircolare.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/6_pac-300x162.jpeg 300w, http:\/\/www.agricolturacircolare.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/6_pac-768x414.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ogni stato membro dell\u2019UE ha trasmesso a Bruxelles, entro il 31 dicembre scorso, un&nbsp;<strong>piano strategico nazionale (PSN)<\/strong>&nbsp;in cui ha indicato come intende spendere i fondi che arriveranno con la <strong>nuova PAC<\/strong>. Come riportato dal <a href=\"https:\/\/www.politicheagricole.it\/flex\/cm\/pages\/ServeBLOB.php\/L\/IT\/IDPagina\/17717\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.politicheagricole.it\/flex\/cm\/pages\/ServeBLOB.php\/L\/IT\/IDPagina\/17717\">comunicato stampa dedicato<\/a>, anche l\u2019Italia ha trasmesso il suo piano dopo una lunga fase di concertazione realizzata dal <strong>Mipaaf<\/strong> (diversi incontri del Tavolo di Partenariato a cui hanno partecipato <strong>282 rappresentanti<\/strong> di enti e associazioni con oltre 350 utenti che hanno seguito i lavori in streaming). Anche il <strong>CIAC <\/strong>ha avuto la possibilit\u00e0 di partecipare a questi incontri e di portare il proprio contributo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 2022 e il 2023 saranno due anni fondamentali per il futuro del settore agricolo e agroalimentare perch\u00e9 \u00e8 in questo periodo che partiranno i bandi per destinare la maggior parte delle risorse stanziate dal <strong>PNRR<\/strong> e in cui saranno definite le linee guida della nuova PAC. PNRR e Pac saranno strumenti strettamente interconnessi, avendo entrambi l\u2019obiettivo di sostenere il settore agroalimentare nei prossimi anni, in un processo di rafforzamento della sostenibilit\u00e0 economica, ambientale e sociale delle imprese data la rinnovata centralit\u00e0 del settore agroalimentare nel contesto socioeconomico del nostro Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Sostenere il settore agricolo significa sostenere il Paese e, insieme, l\u2019obiettivo di produrre meglio consumando meno; il comparto primario pu\u00f2 essere in grado non solo di produrre reddito e posti di lavoro, ma una serie di beni immateriali di cui l\u2019Italia non pu\u00f2 fare a meno: pensiamo alle eccellenze agroalimentari; alla funzione di tutela e presidio del territorio di fronte ai cambiamenti climatici e al dissesto idrogeologico nonch\u00e9 alla cura del paesaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Partendo dalla PAC, come ha ricordato il Ministro Patuanelli in un\u2019audizione congiunta delle Commissioni Agricoltura della Camera dei deputati e del Senato che si \u00e8 svolta alla fine dell\u2019anno scorso, questa rappresenta la parte pi\u00f9 consistente degli interventi, sia in termini di risorse che di complessit\u00e0 del processo di attuazione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Italia avr\u00e0 a disposizione fino al 2027 oltre 50 miliardi di euro per lo sviluppo e il sostegno del comparto primario, il budget complessivo \u00e8 composto da 40 miliardi di quota comunitaria e ulteriori 11 miliardi di cofinanziamento nazionale e regionale. Gli importi sono annualmente cos\u00ec distribuiti:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>3,6 milioni per i pagamenti diretti;<\/li><li>323,9 milioni per l&#8217;OCM vino;<\/li><li>250 milioni per l&#8217;OCM ortofrutta;<\/li><li>34,6 milioni per l&#8217;OCM olio d&#8217;oliva;<\/li><li>5,2 milioni per l&#8217;OCM miele.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Per quel che riguarda lo sviluppo rurale la dotazione totale del settennio per l\u2019Italia \u00e8 pari a 9,7 miliardi di euro a cui si aggiungono 910 milioni di euro derivanti dal Fondo Next Generation UE.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Piano Strategico Nazionale (PSN) \u00e8 quindi il documento centrale per l\u2019attuazione della nuova PAC all\u2019interno dei singoli Stati Membri, che fissa i target da raggiungere, precisa le condizioni degli interventi e assegna le risorse finanziarie, conformemente agli obiettivi fissati e alle esigenze individuate.<\/p>\n\n\n\n<p>Le azioni del PSN devono concorrere al raggiungimento <strong>dei 9 obiettivi della nuova PAC:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol><li>Sostenere un reddito agricolo sufficiente e la resilienza del settore agricolo;<\/li><li>Migliorare l&#8217;orientamento al mercato e aumentare la competitivit\u00e0 delle aziende agricole;<\/li><li>Migliorare la posizione degli agricoltori nella catena del valore;<\/li><li>Contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all&#8217;adattamento agli stessi, riducendo le emissioni di gas a effetto serra e migliorando il sequestro del carbonio, nonch\u00e9 promuovere l&#8217;energia sostenibile;<\/li><li>Promuovere lo sviluppo sostenibile e un&#8217;efficiente gestione delle risorse naturali, come l&#8217;acqua, il suolo e l&#8217;aria, anche riducendo la dipendenza dalle sostanze chimiche;<\/li><li>Contribuire ad arrestare e invertire il processo di perdita della biodiversit\u00e0, migliorare i servizi ecosistemici e preservare gli habitat e i paesaggi;<\/li><li>Attirare e sostenere i giovani agricoltori e i nuovi agricoltori e facilitare lo sviluppo imprenditoriale sostenibile nelle zone rurali;<\/li><li>Promuovere l&#8217;occupazione, la crescita, la parit\u00e0 di genere, compresa la partecipazione delle donne all&#8217;agricoltura, l&#8217;inclusione sociale e lo sviluppo locale nelle zone rurali;<\/li><li>Migliorare la risposta dell&#8217;agricoltura dell&#8217;Unione alle esigenze della societ\u00e0 in materia di alimentazione e salute.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Come si pu\u00f2 vedere i buoni propositi e i grandi obiettivi ci sono tutti, ma forse l\u2019obiettivo principale (e anche il pi\u00f9 difficile da raggiungere) sar\u00e0 quello di consentire agli agricoltori italiani di superare questa fase \u201cimpazzita\u201d di aumento dei costi di produzione che non \u00e8 accompagnata da un proporzionale aumento dei prezzi riconosciuti ai produttori che gi\u00e0 prima della pandemia di Covid 19, per alcuni settori in particolare, spesso faticavano a coprire i costi di produzione e riuscivano a malapena a chiudere in positivo i bilanci delle loro aziende proprio grazie ai \u201csostegni al reddito\u201d previsti dalla PAC (e non premi PAC come ormai comunemente chiamati, visto che vi \u00e8 una notevole differenza tra una definizione e l\u2019altra\u2026)<\/p>\n\n\n\n<h3>Gestione dell\u2019acqua e gestione del rischio<\/h3>\n\n\n\n<p>Come risaluto l\u2019agricoltura ha bisogno di <strong>acqua<\/strong>, soprattutto per produrre beni agroalimentari di qualit\u00e0; di acqua nel nostro Paese fortunatamente ce n\u2019\u00e8 abbastanza, servono per\u00f2 infrastrutture adeguate per poterla conservare quando ne arriva in eccesso, una rete di distribuzione moderna, per ridurre sprechi e perdite e per favorire la diffusione di tecniche irrigue particolarmente performanti, soprattutto dal punto di vista del risparmio idrico. Per questo il programma di investimenti \u00e8 stato potenziato anche attraverso il PNRR.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altro grande intervento per far fronte ai cambiamenti climatici \u00e8 rappresentato dalla gestione del rischio, i cui strumenti sono stati potenziati con l\u2019attivazione del <strong>Fondo di mutualizzazione nazionale sulle emergenze e calamit\u00e0<\/strong>, ossia siccit\u00e0, gelo e alluvioni. In questo modo, oltre alla misura delle assicurazioni agevolate che prevedono un\u2019adesione volontaria, viene previsto il fondo di mutualizzazione quale strumento rivolto a tutti gli agricoltori, finanziato con il 3% dei pagamenti diretti e con le risorse che saranno rese disponibili attraverso uno specifico intervento cofinanziato dallo sviluppo rurale. Si tratta di una misura creata per intervenire a risarcimento dei danni subiti da tutti gli agricoltori, fino a concorrenza delle risorse disponibili, ammontanti, complessivamente, a 350 milioni di euro all\u2019anno. Per raggiungere la quota di finanziamento necessaria, nella manovra di bilancio 2022 \u00e8 stato integrato il cofinanziamento nazionale apportando risorse pari a 941,5 milioni euro a valere dal 2022 al 2027.<\/p>\n\n\n\n<h3>Sostegno di base e convergenza interna<\/h3>\n\n\n\n<p>Il <strong>sostegno disaccoppiato<\/strong>, derivante dai titoli PAC (direttamente con il pagamento di base e indirettamente con il greening), ammonta attualmente a circa l\u201985% del massimale dei pagamenti diretti. La quota restante \u00e8 utilizzata per i pagamenti accoppiati (13 %) e per il pagamento giovani agricoltori (2 %). Con la riforma, la quota destinata al sostegno base si riduce drasticamente, tenuto conto delle risorse da destinare obbligatoriamente agli eco-schemi (25%) e al pagamento ridistributivo (10%). &nbsp;L\u2019effetto sar\u00e0 piuttosto impattante sul valore dei titoli ricalcolati nel 2023 (sulla base dei pagamenti diretti 2022), dal momento che ciascun agricoltore perder\u00e0 di colpo il 50%.<\/p>\n\n\n\n<p>I titoli rimarranno comunque differenziati, anche se tagliati, sulla base del loro valore storico e ci sar\u00e0 una convergenza che anno dopo anno (5%, 6%, 7%, 8%) sino al 2026 consentir\u00e0 ai titoli di valore pi\u00f9 basso di avvicinarsi all\u201985% del valore medio nazionale 2026. Inoltre, nessun titolo potr\u00e0 valere pi\u00f9 di 2000 euro, gi\u00e0 a partire dal 2023.<\/p>\n\n\n\n<h3>Pagamento ridistributivo<\/h3>\n\n\n\n<p>Come noto il pagamento ridistributivo \u00e8 stato fino ad oggi uno strumento volontario che l\u2019Italia ha deciso di non applicare nella scorsa programmazione PAC. La riforma dei regolamenti ne prevede ora un\u2019applicazione obbligatoria, con il vincolo di destinare a tale obiettivo almeno il 10 % della dotazione complessiva per i pagamenti<\/p>\n\n\n\n<h3>Eco-schemi<\/h3>\n\n\n\n<p>I regimi ecologici (cosiddetti \u201cecoschemi\u201d) rappresentano un elemento innovativo e fortemente caratterizzante della nuova PAC, in quanto puntano a premiare i modelli agricoli pi\u00f9 avanzati sul fronte della sostenibilit\u00e0 ambientale. In particolare, essi forniscono un sostegno a favore dei regimi volontari per il clima, l&#8217;ambiente e il benessere degli animali.<\/p>\n\n\n\n<p>Agli ecoschemi deve essere destinato a regime obbligatoriamente almeno il 25 % delle risorse del I\u00b0 Pilastro e agli Stati Membri spetta il compito di definire i modelli di ecoschema applicati nel proprio territorio, nel rispetto dei criteri base forniti dal regolamento sui Piani Strategici. Si tratta di un tema lungamente dibattuto e approfondito con le Regioni e nell\u2019ambito del Tavolo di Partenariato. Innumerevoli sono state le proposte analizzate e alla fine ne sono stati varati cinque, dei quali per\u00f2 il primo (\u201cBenessere animale e riduzione antibiotici\u201d) sar\u00e0 quello che assorbir\u00e0 da solo il 41% di tutte le risorse, cio\u00e8 891 milioni di euro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma andiamo con ordine, gli esoschemi previsti dall\u2019Italia sono:<\/p>\n\n\n\n<ol><li><strong>Pagamento per la riduzione degli antibiotici in allevamento e il benessere animale<\/strong><ul><li>Livello 1: Soglie all\u2019uso degli antibiotici<\/li><li>Livello 2: Adesione sistema certificazione SQNBA<\/li><\/ul><\/li><li><strong>Inerbimento colture arboree, spontaneo o artificiale<\/strong><ul><li>Limitare l\u2019uso degli agrofarmaci<\/li><li>Mancata lavorazione del suolo nell\u2019interfila, fatta salva la pratica del sovescio<\/li><li>Gestione della copertura vegetale con trinciatura-sfibratura senza asportazione dal suolo<\/li><\/ul><\/li><li><strong>Salvaguardia olivi di interesse paesaggistico<\/strong><ul><li>Potatura annuale della chioma<\/li><li>Divieto di bruciatura in loco dei residui della potatura<\/li><\/ul><\/li><li><strong>Sistemi foraggeri estensivi<\/strong><ul><li>Assicurare la presenza di colture leguminose e foraggere e da rinnovo senza la possibilit\u00e0 di utilizzare prodotti fitosanitari nel corso dell\u2019anno<\/li><li>Per le colture da rinnovo, interramento dei residui vegetali<\/li><\/ul><\/li><li><strong>Misure per gli impollinatori<\/strong><ul><li>Nell\u2019interfila dei seminativi o delle coltivazioni arboree, mantenimento di una copertura con piante di interesse mellifero con semina senza lavorazione del suolo<\/li><li>Non asportare o sfalciare o sfibrare sino al completamento della fioritura<\/li><li>Nessun uso di diserbanti o fitofarmaci<\/li><\/ul><\/li><\/ol>\n\n\n\n<h3>Pagamento accoppiato<\/h3>\n\n\n\n<p>In linea con l\u2019attuale programmazione, anche con la nuova PAC sar\u00e0 possibile destinare ai pagamenti accoppiati fino ad un massimo del 13 % delle risorse destinate ai pagamenti diretti, con possibilit\u00e0 di incremento di un ulteriore 2%, purch\u00e9 tali risorse aggiuntive siano destinate al sostegno delle colture proteiche. Allo stato attuale circa il 50% delle risorse dei pagamenti accoppiati \u00e8 indirizzato al sostegno del settore zootecnico, nell\u2019identificare le filiere che necessitano di un sostegno accoppiato, Il Ministro ha dichiarato che occorrer\u00e0 tenere conto dell\u2019importanza di alcuni rilevanti settori, come il riso e la barbabietola da zucchero.<\/p>\n\n\n\n<h3> Organizzazioni Comuni di Mercato (OCM) <\/h3>\n\n\n\n<p>La bozza di Strategia individua i principali interventi da attivare nell\u2019ambito delle 4 OCM settoriali (ortofrutta, vino, olio, miele), garantendo una maggiore integrazione con le filiere, al fine di intraprendere quei cambiamenti strutturali necessari a rafforzare le posizioni di mercato, migliorando la qualit\u00e0 delle produzioni e riducendo l\u2019impatto ambientale.<\/p>\n\n\n\n<h3>Condizionalit\u00e0 sociale<\/h3>\n\n\n\n<p>La riforma della PAC introdurr\u00e0 anche un nuovo criterio di condizionalit\u00e0 sociale legate al rispetto delle normative, come nuovo prerequisito da rispettare per accedere ai fondi europei e che avr\u00e0 l\u2019obiettivo di applicare delle decurtazioni in caso di irregolarit\u00e0 da parte dell\u2019azienda agricola beneficiaria sui temi della regolarit\u00e0 dei rapporti di lavoro e della sicurezza sui luoghi di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<h3>Interventi di Sviluppo rurale<\/h3>\n\n\n\n<p>Sono in corso anche gli approfondimenti rispetto alle misure da attivare nell\u2019ambito del secondo Pilastro relativo ai fondi dello sviluppo rutale e, in continuit\u00e0 con l\u2019attuale programmazione, le Regioni saranno le uniche responsabili della gestione delle relative misure, fatta eccezione per la gestione del rischio, i cui interventi saranno attuati a livello nazionale. Ogni Regione e Provincia autonoma individuer\u00e0 una propria Autorit\u00e0 di Gestione, cui sar\u00e0 affidata la responsabilit\u00e0 della gestione di circa 75 interventi di sviluppo rurale, attualmente in fase di definizione all\u2019interno della fitta agenda dei tavoli di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<h3>Conclusioni sulla PAC<\/h3>\n\n\n\n<p>Come abbiamo visto, la materia \u00e8 piuttosto complessa ed \u00e8 ora chiaro che le misure definite in ambito PAC dovranno essere sinergiche agli interventi \u201cagricoli\u201d previsti nel PNRR e dal Fondo complementare, nonch\u00e9 da tutti gli altri interventi di sistema da cui anche il settore agricolo, alimentare e forestale e le aree rurali potranno trarre vantaggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni stato membro dell\u2019UE ha trasmesso a Bruxelles, entro il 31 dicembre scorso, un&nbsp;piano strategico nazionale (PSN)&nbsp;in cui ha indicato come intende spendere i fondi che arriveranno con la nuova PAC. Come riportato dal&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":705,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.agricolturacircolare.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/700"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.agricolturacircolare.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.agricolturacircolare.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.agricolturacircolare.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.agricolturacircolare.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=700"}],"version-history":[{"count":9,"href":"http:\/\/www.agricolturacircolare.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/700\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":726,"href":"http:\/\/www.agricolturacircolare.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/700\/revisions\/726"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.agricolturacircolare.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/705"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.agricolturacircolare.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=700"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.agricolturacircolare.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=700"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.agricolturacircolare.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=700"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}